Franz Schubert: La bella mugnaia – La bella mugnaia sconosciuta
Franz Schubert – Die schöne Müllerin:
- Das Wandern — Il vagabondare
- Wohin? — Dove?
- Halt! — Alt!
- Danksagung an den Bach — Ringraziamento al ruscello
- Am Feierabend — A fine giornata
- Der Neugierige — Il curioso
- Ungeduld — Impazienza
- Morgengruß — Saluto del mattino
- Des Müllers Blumen — I fiori del mugnaio
- Tränenregen — Pioggia di lacrime
- Mein! — Mio!
- Pause — Pausa
- Mit dem grünen Lautenbande — Con il nastro verde del liuto
- Der Jäger — Il cacciatore
- Eifersucht und Stolz — Gelosia e orgoglio
- Die liebe Farbe — Il caro colore
- Die böse Farbe — Il colore funesto
- Trockne Blumen — Fiori appassiti
- Der Müller und der Bach — Il mugnaio e il ruscello
- Des Baches Wiegenlied — Ninna nanna del ruscello
La bella mugnaia completamente sconosciuta
Quando oggi si parla di Die schöne Müllerin, quasi sempre si intende il ciclo di Lieder di Franz Schubert. Che questo ciclo si basi su un corpus poetico molto più ampio di Wilhelm Müller è un fatto di cui persino molti conoscitori sono a malapena consapevoli. La Schöne Müllerin letteraria di Müller è più ampia, più stratificata, più ironica – e per certi aspetti accentuata in modo radicalmente diverso rispetto alla versione musicale oggi canonica.
Questo articolo introduttivo è dedicato proprio a quei testi che nella ricezione sono rimasti quasi invisibili: le poesie che Schubert non ha messo in musica, così come la cornice poetica costituita da prologo ed epilogo. Considerati nel loro insieme, essi aprono una diversa lettura del ciclo – una lettura che punta meno sulla tragicità lineare e più sulla riflessione, sulla stasi e sull’ironia.
Il ciclo poetico di Wilhelm Müller – più di 20 testi
Il ciclo poetico Die schöne Müllerin di Wilhelm Müller comprende più testi di quanti Schubert abbia utilizzato nel suo ciclo di Lieder. Oltre alle ormai note venti poesie messe in musica, la versione originale di Müller contiene:
- un prologo («Il poeta»),
- un epilogo («Il poeta»),
- nonché altre tre poesie all’interno della sequenza vera e propria.
In Müller, questi cinque testi appartengono esplicitamente al ciclo. Non sono note marginali o schizzi giovanili, ma parti integranti della sua concezione letteraria.
Ciò che Schubert omette
Schubert non adotta il ciclo nella sua interezza. Egli elimina:
- il prologo e l’epilogo («Il poeta»),
- nonché esattamente tre poesie dalla sequenza interna.
Si tratta di:
A ciò si aggiunge la rinuncia completa alla cornice poetica:
Stato delle fonti: che cosa sappiamo della decisione di Schubert?
Lo stato delle fonti riguardo alla domanda perché Schubert abbia omesso questi testi va valutato con sobrietà: non esistono dichiarazioni conservate di Schubert nelle quali egli motivi esplicitamente la propria scelta. Né lettere né testimonianze contemporanee forniscono una spiegazione diretta.
La ricerca può quindi soltanto constatare che Schubert ha operato una selezione – non perché, nel senso di una dichiarazione autoritativa. Tutte le ulteriori spiegazioni si basano su interpretazioni drammaturgiche, testuali e comparative.
Perché Schubert abbia presumibilmente omesso questi testi – un’analisi
Se si considerano insieme i testi esclusi, emerge un chiaro schema. Non si tratta di tagli casuali, ma di una decisione estetica coerente.
1. Esclusione della voce del poeta
In Müller, prologo ed epilogo istituiscono una voce narrativa autoriale. Il poeta commenta, incornicia e relativizza. Schubert rinuncia completamente a questo elemento e trasforma il ciclo in un dramma immediato in prima persona. Tutto ciò che crea distanza viene eliminato.
2. Evitamento della stasi
La vita al mulino non descrive un progresso, ma una durata. Per un arco musicale-drammatico orientato all’escalation e all’intensificazione, questo testo rappresenta una pausa – dal punto di vista drammaturgico, un problema.
3. Concentrazione del presagio di morte
Fiorellino Non-ti-scordar-di-me e Fiori secchi svolgono entrambi in Müller la funzione di presagio di morte. Schubert decide apparentemente di non duplicare questa funzione, bensì di concentrarla in un unico momento emotivamente concretizzato.
4. Priorità dell’emotivo sul simbolico
Sia Fiorellino Non-ti-scordar-di-me sia Primo dolore, ultimo scherzo lavorano in modo fortemente riflessivo, simbolico o ironico. La scelta di Schubert, al contrario, segue con coerenza la linea dell’esperienza soggettiva: sentimento, ferita, ritiro, morte – senza livelli intermedi di commento.
Conclusione: due «Belle mugnaie»
La Schöne Müllerin di Wilhelm Müller, letta integralmente, non è un puro dramma d’amore, ma un ciclo poeticamente riflessivo con ironia, stasi e distanza autoriale. Il ciclo di Lieder di Schubert, al contrario, è una riduzione consapevole: rende la vicenda più netta trasformandola in un dramma interiore compiuto.
I testi omessi non sono quindi pezzi marginali, ma segnano precisamente quegli aspetti che Schubert non voleva raccontare. Proprio in questo risiedono il loro significato – e la loro quasi totale sconosciutezza fino a oggi.