Robert Schumann: Frauenliebe und -leben:
- Seid ich ihn gesehen – Da quando l’ho visto
- Er, der herrlichste von allen – Lui, il più splendido di tutti
- Ich kanns nicht fassen nicht glauben — Non riesco a comprenderlo né a crederlo
- Du Ring an meinem Finger – O anello al mio dito
- Helft mir, ihr Schwestern – Aiutatemi, sorelle
- Süßer Freund, du blickest – Dolce amico, mi guardi
- An meinem Herzen, an meiner Brust – Sul mio cuore, sul mio petto
- Nun hast du mir den ersten Schmerz getan – Ora mi hai dato il primo dolore
«Er, der Herrlichste von allen» è il secondo Lied del ciclo di Robert Schumann Frauenliebe und -leben op. 42, su poesie di Adelbert von Chamisso. Dopo il primo incontro visionario in «Seit ich ihn gesehen», l’uomo diventa ora oggetto di ammirata venerazione: luminoso, magnifico, nobile e lontano. Nell’interpretazione visiva sviluppata qui, questa venerazione viene resa visibile al tempo stesso come auto-subordinazione borghese.
Indice
Il testo di Adelbert von Chamisso
Da: Frauenliebe und -leben
Originale tedesco
Er, der Herrlichste von allen,
Wie so milde, wie so gut!
Holde Lippen, klares Auge,
Heller Sinn und fester Mut.
So wie dort in blauer Tiefe,
Hell und herrlich, jener Stern,
Also er an meinem Himmel,
Hell und herrlich, hehr und fern.
Wandle, wandle deine Bahnen;
Nur betrachten deinen Schein,
Nur in Demut ihn betrachten,
Selig nur und traurig sein!
Höre nicht mein stilles Beten,
Deinem Glücke nur geweiht;
Darfst mich niedre Magd nicht kennen,
Hoher Stern der Herrlichkeit!
Nur die Würdigste von allen
Darf beglücken deine Wahl,
Und ich will die Hohe segnen,
Viele tausendmal.
Will mich freuen dann und weinen,
Selig, selig bin ich dann;
Sollte mir das Herz auch brechen,
Brich, o Herz, was liegt daran?
Traduzione italiana diretta
Lui, il più magnifico di tutti,
Quanto è mite, quanto è buono!
Labbra graziose, occhio chiaro,
Mente luminosa e coraggio fermo.
Così come là nella profondità azzurra,
Luminosa e magnifica, quella stella,
Così lui nel mio cielo,
Luminoso e magnifico, nobile e lontano.
Percorri, percorri le tue orbite;
Solo contemplare il tuo splendore,
Solo contemplarlo in umiltà,
Essere solo beata e triste!
Non udire la mia preghiera silenziosa,
Dedicata solo alla tua felicità;
Non devi conoscere me, umile serva,
Alta stella della magnificenza!
Solo la più degna di tutte
Può rendere felice la tua scelta,
E io voglio benedire la nobile,
Molte migliaia di volte.
Voglio allora rallegrarmi e piangere,
Beata, beata sono allora;
Anche se il cuore dovesse spezzarsi,
Spezzati, o cuore, che importa?
Dati dell’opera & panoramica
- Compositore: Robert Schumann (1810–1856)
- Ciclo: Frauenliebe und -leben op. 42, n. 2
- Fonte testuale: Adelbert von Chamisso, Frauenliebe und -leben
- Genesi della composizione: 1840
- Prima edizione: 1843 presso Friedrich Whistling a Lipsia
- Tonalità: mi bemolle maggiore
- Carattere del tempo: vivace e intimo
- Organico: voce e pianoforte
- Durata: ca. 3 minuti
- Posizione nel ciclo: secondo Lied; ampliamento della prima trasfigurazione in venerazione umile
Dati sul poema
- Poeta: Adelbert von Chamisso (1781–1838)
- Ciclo poetico: Frauenliebe und -leben
- Forma strofica: 6 strofe di 4 versi ciascuna
- Motivo centrale: venerazione dell’uomo come stella irraggiungibile
- Motivi guida: stella, cielo, umiltà, preghiera, auto-abbassamento, magnificenza lontana
Genesi & contesti
Frauenliebe und -leben di Schumann nacque nel 1840, il cosiddetto anno dei Lieder del compositore. In questo periodo Schumann si rivolse con particolare intensità al Lied d’arte e compose diversi dei suoi più importanti cicli liederistici.
Il ciclo poetico di Chamisso racconta una vita femminile borghese-romantica in tappe successive: primo incontro, ammirazione, elezione, anello, matrimonio, gravidanza, maternità e perdita. «Er, der Herrlichste von allen» appartiene ancora interamente alla fase dell’apparenza e della trasfigurazione.
Rispetto al primo Lied, l’uomo non viene ora vissuto soltanto come immagine interiore, ma come misura di un intero mondo. La donna si definisce attraverso lo sguardo rivolto a lui: egli è stella, magnificenza e altezza irraggiungibile.
Prassi esecutiva & ricezione
Dal punto di vista interpretativo, il Lied richiede un equilibrio particolare. Da un lato possiede un tono più chiaro e più mosso rispetto all’iniziale «Seit ich ihn gesehen». Dall’altro, la vivacità non deve diventare esteriore: lo slancio nasce da un’agitazione interiore che è al tempo stesso segnata da umiltà e auto-contenimento.
Per la cantante o il cantante, la sfida consiste nel rendere udibili ammirazione e dolore nello stesso momento. L’io lirico celebra l’uomo, ma pone se stesso sotto di lui. Proprio questa tensione tra beatitudine e tristezza determina l’espressione del Lied.
Registrazioni di riferimento — selezione
- Christa Ludwig – Geoffrey Parsons
- Elisabeth Schwarzkopf – Gerald Moore
- Brigitte Fassbaender – Irwin Gage
- Barbara Bonney – Vladimir Ashkenazy
- Bernarda Fink – Anthony Spiri
Analisi – Musica
Movimento, slancio e gesto di venerazione
Dopo il silenzioso rapimento del primo Lied, la musica in «Er, der Herrlichste von allen» si apre a un’espressione più mossa. Il tono è più chiaro e più pressante, come se l’ammirazione dell’io lirico dovesse ora essere pronunciata.
Allo stesso tempo il gesto rimane controllato. La musica non è un libero giubilo, ma una forma di venerazione orientata. L’uomo appare come un ideale che la voce segue senza poterlo davvero raggiungere.
La stella lontana come immagine musicale
Il testo paragona l’uomo a una stella nella profondità azzurra. Musicalmente, questa immagine può essere intesa come una tensione tra vicinanza e lontananza: la voce parla di ammirazione immediata, ma l’oggetto di questa ammirazione rimane elevato e irraggiungibile.
L’espressione del Lied non sta quindi soltanto nella lode, ma nella distanza. L’amato non viene percepito come partner sullo stesso piano, ma come punto luminoso al di sopra della propria vita.
Rappresentazione visiva
Visualizzazione artistica:
La scena si svolge nella stessa camera borghese della prima immagine del ciclo. Ma questa volta l’uomo non appare più come una visione luminosa sfocata. Sta realmente nella stanza: eretto, calmo, vestito con abiti borghesi scuri.
La donna si trova più in basso nell’immagine. Si inginocchia o sprofonda davanti a lui in un atteggiamento umile, con lo sguardo sollevato verso di lui. Il suo gesto non è teatrale, ma silenzioso e legato allo spazio domestico. Proprio così diventa visibile la gerarchia tra le due figure.
L’immagine riprende le formulazioni centrali del Lied: «Nur in Demut ihn betrachten» e «Darfst mich niedre Magd nicht kennen». L’uomo non è più soltanto un’immagine interiore, ma una realtà sociale. La trasfigurazione diventa così più concreta e al tempo stesso più problematica.
La camera resta ordinata, calda e borghese. Non appare ancora distrutta o desolata. La bella apparenza è intatta. Ma all’interno di questo ordine diventa già visibile come la donna riduca se stessa ed elevi l’uomo.
Nell’intero ciclo, questa rappresentazione segna il passaggio dalla visione alla subordinazione. Il primo Lied mostrava l’uomo come figura di luce. Questo secondo Lied mostra come dalla trasfigurazione nasca un rapporto: lui sta in piedi, lei è inginocchiata; lui è lontano e magnifico, lei lo contempla in umiltà.
Analisi – Poesia
Er, der Herrlichste von allen,
Wie so milde, wie so gut!
Holde Lippen, klares Auge,
Heller Sinn und fester Mut.
Il poema comincia con una lode enfatica. L’uomo non viene descritto in un’azione concreta, ma come somma di qualità ideali: mite, buono, chiaro, luminoso e saldo.
Questo linguaggio idealizzante lo rende meno una persona individuale che un’immagine. Egli appare come superficie di proiezione per bontà, forza e luminosità interiore.
So wie dort in blauer Tiefe,
Hell und herrlich, jener Stern,
Also er an meinem Himmel,
Hell und herrlich, hehr und fern.
Il paragone con la stella solleva l’uomo fuori dal mondo di vita immediato. È visibile, ma irraggiungibile; luminoso, ma lontano. La donna alza lo sguardo verso di lui senza porsi sul suo stesso piano.
Decisivo è il doppio movimento: l’uomo viene elevato, la donna si subordina. Il suo amore non è ancora possesso o compimento, ma venerazione contemplativa.
Wandle, wandle deine Bahnen;
Nur betrachten deinen Schein,
Nur in Demut ihn betrachten,
Selig nur und traurig sein!
La ripetizione di «solo» restringe lo spazio d’azione dell’io lirico. Ella non vuole intervenire, non chiedere, non rivendicare. Le resta soltanto la contemplazione.
L’unione di beatitudine e tristezza mostra l’ambivalenza di questo atteggiamento. L’ammirazione rende felice, ma si fonda al tempo stesso sulla distanza e sull’auto-rinuncia.
Höre nicht mein stilles Beten,
Deinem Glücke nur geweiht;
Darfst mich niedre Magd nicht kennen,
Hoher Stern der Herrlichkeit!
Qui l’auto-abbassamento diventa esplicito. La parlante si definisce «umile serva» e dichiara l’uomo «alta stella della magnificenza». L’amore diventa devozione.
In una lettura critica, qui emerge chiaramente l’ordine borghese dei generi: la donna non si riconosce come controparte paritaria, ma come figura servente, orante e ritirata.
Nur die Würdigste von allen
Darf beglücken deine Wahl,
Und ich will die Hohe segnen,
Viele tausendmal.
La parlante non conta sulla propria elezione. Immagina persino di benedire un’altra donna, se questa venisse scelta dall’uomo. Il proprio desiderio viene tradotto in auto-rinuncia.
Will mich freuen dann und weinen,
Selig, selig bin ich dann;
Sollte mir das Herz auch brechen,
Brich, o Herz, was liegt daran?
La conclusione intensifica l’atteggiamento di auto-rinuncia fino alla disponibilità a mantenersi fedele al proprio cuore spezzato. L’io accetta la propria dissoluzione finché l’uomo rimane nella sua magnificenza.
Così il Lied diventa una tappa decisiva nel ciclo: il primo innamoramento si trasforma in una struttura di subordinazione.
Significato & effetto nel ciclo
«Er, der Herrlichste von allen» prosegue la trasfigurazione iniziata nel primo Lied. Dall’immagine interiore dell’uomo nasce un ideale rispetto al quale la donna misura la propria vita.
La bella apparenza è ancora intatta. L’uomo appare come stella, come luce, come incarnazione di bontà e grandezza. Ma proprio questa elevazione genera una chiara gerarchia.
All’interno del ciclo di immagini, questa gerarchia viene resa visibile. La donna è inginocchiata, l’uomo è in piedi. Egli è diventato più reale, ma al tempo stesso diventa più chiaro l’ordine sociale che lo eleva e abbassa lei.
Così il Lied costituisce un’importante seconda stazione: dopo la sovrapposizione visionaria del primo Lied segue l’esercizio dell’umiltà. Il successivo crollo dell’apparenza viene così preparato, senza dover diventare già visibile in questo punto.
Evgenia Fölsche – Concerti & audio
La pianista Evgenia Fölsche si occupa regolarmente, nei programmi di Lied, del Lied d’arte romantico e dei suoi strati di significato psicologici, poetici e sociali. Frauenliebe und -leben si presta in modo particolare a un’interpretazione che unisce interiorità musicale e prospettiva critica.
Domande frequenti su Schumann: «Er, der Herrlichste von allen»
Clicca su una domanda per visualizzare la risposta.
Di che cosa parla «Er, der Herrlichste von allen»?
Il Lied descrive la venerazione ammirata dell’uomo. Egli appare alla donna come un ideale luminoso e lontano, al quale ella si subordina in umiltà.
Perché l’uomo viene paragonato a una stella?
La stella rappresenta luminosità, bellezza e irraggiungibilità. L’uomo è visibile e ammirato, ma rimane elevato e lontano.
Quale ruolo ha l’umiltà in questo Lied?
L’umiltà è un motivo centrale. La parlante non vuole chiedere o possedere l’uomo, ma soltanto contemplare il suo splendore e dedicarsi alla sua felicità.
Come si inserisce il Lied nel ciclo?
Segue il primo incontro visionario. L’innamoramento diventa ora venerazione e prepara il successivo legame attraverso l’elezione, l’anello e il matrimonio.
Come si deve comprendere la visualizzazione artistica?
La donna è inginocchiata in una camera borghese davanti all’uomo in piedi. In questo modo diventa visibile che la trasfigurazione romantica produce al tempo stesso una struttura di subordinazione.